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Il nuovo disco dei Deva, "Murther", è uscito il 25 Febrraio e si presenta come una nuova perla nel mondo del gothic metal made in Italy!

"Murther" è un progetto ambizioso e complesso che ha richiesto molto tempo nella scrittura e stesura dei pezzi, negli arrangiamenti e per la produzione. Questo lavoro non è solo un concept album in termini di storia, ma anche una composizione musicale stratificata, che racchiude una varietà di generi, come arrangiamenti orchestrali, che hanno portato ad una combinazione di gotico, progressive, epic, sinfonica e metal classico.

In questo album il nucleo dei Deva, Federico Salerno e Beatrice Palumbo, è stato accompagnato da musicisti provenienti dal mondo della Classica e del Rock. Entrambi molto apprezzati nel panorama musicale, hanno un'intensa attività come musicisti: Federico Salerno è chitarrista, polistrumentista e compositore, oltre che didatta, e Beatrice Palumbo è una cantante lirica, polistrumentista e compositrice.

I Deva hanno pubblicato il loro album di debutto "Between Life And Dreams" nel 2010. Uscito in Italia, Germania, Austria, Svizzera, Russia e CSI, Regno Unito, Corea del Sud, Ungheria, ha ricevuto più di 100 recensioni internazionali: con ottimi risultati, essendo la band descritta come una delle band più innovative e promettenti nel gothic metal internazionale o “il futuro del gothic metal”.

Federico, musicista estremamente preciso e creativo,  da molto tempo ha scelto per la sua attività Cort e Blackstar. Ecco qualche domanda  per conoscere il "Murther"

Ciao Federico, "Murther" arriva doppo una lunga lavorazione, quali sono le vostre aspettative su questo nuovo lavoro?

Il nostro desiderio più grande in questo momento è senz’altro quello di non deludere le aspettative di pubblico e critica circa Murther, per il quale so esserci stata attesa e curiosità. Se davvero dobbiamo credere a chi ci vede come il futuro del gothic metal abbiamo una bella responsabilità! Murther non è propriamente un album di facilissimo ascolto, essendo un concept di matrice prog e infarcito di strumenti classici, orchestrazioni, synth e noise, ritmiche elaborate, armonie non convenzionali… Una sfida per chi l’ha lavorato e suonato insieme a noi come per chi vorrà ascoltarlo! E poi c’è la storia che ha ispirato i brani, il “concept” dell’album: una leggenda tardomedievale, che alterna superstizione, fede, persecuzione e sacrificio, che sembra così lontana dalla nostra epoca eppure che ha così tante attinenze con quanto viviamo quotidianamente. Personalmente mi piace pensare che le parole e i suoni di ciascun brano possano significare qualcosa di profondo per chi ha il gusto di apprezzarli: ecco la mia aspettativa.

Per la registrazione della chitarra che cosa avevi in mente e cosa sei riuscito a ottenere?

Le registrazioni di chitarra sono state svolte quasi interamente da me soltanto, nel mio studio, senza nemmeno la presenza del tecnico del suono (a parte per un paio di brani, di cui mi sono avvalso del prezioso aiuto di Lorenzo Ardoni): pur consapevole di ciò che volevo ottenere, ho registrato un sacco di combinazioni di chitarra / pedali / testata / cassa / microfoni / preamplificatori. Alla fine, posso affermare con certezza che la differenza è stata fatta da Cort Z-Custom e Blackstar HT-5.

La Z-Custom è una chitarra che reputo incredibile: volume, dinamica, precisione, attacco, sustain, timbro, ricchezza di frequenze… Rispecchia in modo molto preciso ciò che cerco in una chitarra, incluso il feeling con manico e tastiera!

La testata HT-5 è l’accoppiata ideale per la Z-Custom (ma non solo, a dire il vero): generosa nella saturazione ma sempre estremamente definita e omogenea, pulita nelle sue caratteristiche e moderna come piace a me, dettagliata e soprattutto sempre brillante, “a fuoco”.

Tutte le chitarre ritmiche sono doppie in termini di take (posizionate ai due estremi del panorama stereo) e arricchite da altre due se non addirittura da altre quattro take, mixate più basse e scolpite appositamente per enfatizzare determinati range di frequenze. Ho utilizzato un plettro heavy, tirato il collo alla HT-5 per far lavorare a pieno regime le valvole e catturato il tutto con tre microfoni per take, posizionati in modo da scremare l’acidità del fronte-cono (ma senza perdere definizione e brillantezza) e riprendendo un po’ di ambiente con un microfono a condensatore a diaframma largo. Credo di essere riuscito ad ottenere un suono bilanciato in termini di colori, focalizzato sulle frequenze che considero più aggressive e interessanti, ben incastrato nel complicato mix di ciascun brano. Tra l’altro, mi sono trovato a riflettere con il “mago dei suoni” che ha mixato Murther (Larsen Premoli) sul fatto che un basso particolarmente vincente nel mix è stato il cinque corde Cort Artisan A5, suonato da un bassista giovane e molto promettente, Ruggero Accardo.

Quali saranno i vostri prossimi appuntamenti promozionali?

RNC Music, nostra Label e management, si sta occupando della promozione dell’album, tra il booking per i prossimi impegni live e l’attività promozionale sulle principali testate del genere, tra cui speciali, interviste… Si prospetta una stagione ricca di impegni, d’altronde non aspettiamo altro! Poiché ci saranno diversi aggiornamenti, rimando per tutte le info alla nostra pagina Facebook www.facebook.com/devaofficial!

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