942212_10153465536005104_2100828989_nSiamo stati tra i primi a credere nelle potenzialità di questa band milanese e non ci siamo sbagliati, il nuovo album dei DESTRAGE "Are you kidding me? No." ne è la prova!

I DESTRAGE nascono nel 2005 e hanno lavorato sodo per ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nella musica rock di impronta heavy. Con all'attivo un EP e 3 Full Album, e moltissime date in giro per l'Italia sono una tra le band più interessanti della scena italiana e sono determinati a conquistare terreno anche fuori dai confini nazionali.

Oggi facciamo qualche domanda a Matteo di Gioia, chitarrista e fondatore della band, dal 2007 nostro endorser Cort.DESTRAGE

Ciao Matteo, innanzitutto complimenti per il vostro percorso, fatto di tenacia e voglia di fare sempre meglio. Voi siete la prova che la scena rock italiana è ancora in fermento ma quanto è dura per una band italiana farsi conoscere e affermarsi?

Grazie mille! Credo che la musica nostrana non abbia nulla da invidiare a nessuno, e piano piano se ne stanno accorgendo tutti. Nonostante in Italia il terreno non sia ancora fertilissimo mi sembra che ci stiamo cominciando ad allineare con il resto del mondo. La proposta c’è, è pieno di bravissimi musicisti e produttori, scarseggiamo solo un pò domanda, strutture e canali.  Ricordo gli anni in cui spedivamo i promo alle etichette dalla Svezia, per evitare che venissero cestinati solo perchè portavano il timbro postale italiano ahahaha, quei tempi sono andati, non credo portiamo ancora in fronte il marchio della sfiga agli occhi di americani&co, quindi sù col morale!

Parlando della vostra musica, come componete i pezzi?

Non jammiamo in sala prove, troppo casino e poco controllo. Abbiamo bisogno di tranquillità. Di solito ci troviamo in luoghi più silenziosi e confortevoli con tavolo e cucina annessi, computer accesi, tanti fogli e tanti Post-it per annotare le idee e cominciare ad ingrigliarle sullo schema generale, di solito appeso ad un muro.

Quindi l’input può arrivare da qualunque membro, il brainstorming avviene insieme e l’assemblaggio segue, insieme ad arrangiamento e preproduzione. Detto così sembriamo delle macchine, in realtà non abbiamo idea di cosa stiamo facendo fino a quando non lo facciamo.

"Are you kidding me? No." è appena uscito, cos'ha di nuovo questo album?

Tanto coraggio e voglia di mettersi in gioco. Abbiamo deciso di fare quello che ci piace davvero, senza badare ad influenze esterne e senza scendere a compromessi. E’ molto più divertente dire di sì che di no.

Da molti anni sei endorser Cort, che strumenti usi e quali sono le caratteristiche che ami di più della tua chitarra?

ZMP-1: il primo amore, dovrebbero ricominciare a produrla perchè è grandiosa nel suono e nell’affidabilità e supercurata nei dettagli. E’ lo strumento con cui ho registrato la maggiorparte del materiale fatto fino ad ora. G 260: la mia preferita esteticamente, leggerissima, perfetta per degenerare sul palco e lanciare crunch luridissimi dal single coil al manico. EVL 7: rinominata la chitarra di Batman, è particolarmente indicata per inseguire i cattivi e rompergli i denti. Link NT: appena arrivata, una vera sorpresa. Solida e tenace. Regala risposte pronte e fedeli e una volumata impressionante. Oltretutto grazie alla sua scala e alle sue meccaniche restituisce una perfetta intonazione. SFX-AB: non vedo l’ora di provarla microfonata, da spenta è davvero notevole nonostante le piccole dimensioni. Earth 12 corde. E’ il segreto dietro ai corposi suoni di chitarra acustica su The King Is Fat’n’Old

Parlando del live e del lavoro in studio, quanto i tuoi strumenti ti hanno soddisfatto in due momenti con esigenze così diverse?

Sono stato molto soddisfatto dei miei strumenti in entrambe le occasioni. Certo le esigenze sono molto diverse. In studio privilegio strumenti accurati mentre dal vivo preferisco usare strumenti leggeri e belli da vedere perchè sono una fighetta. Oltretutto alcune chitarre si comportano peggio dal vivo perchè troppo delicate e sensibili, e questo penalizza l’intonazione e l’accordatura se si suona in maniera aggressiva e ci si muove troppo. E’ un pò strano dire questa cosa ma a volte dal vivo degli strumenti meno costosi sono più efficaci. Oltretutto l’intellegibilità ridotta della resa sonora live non giustificherebbe troppi accorgimenti minuziosi su chitarre e co. Se una cosa non si sente non si sente. Su disco invece tutti i dettagli vengono a galla, perfino la scelta del plettro e delle corde e quindi la chitarra più raffinata vince, a meno che non si voglia ogni tanto avere un suonaccio lercio, cosa che ricerco spesso :)

Prossimi appuntamenti e programmi con i DESTRAGE?

Tour tour tour! Su Destrage.com trovate la lista delle prossime date, e la lista viene aggiornata mano a mano che il booking ne pianifica altre.

Che altro? Videoclip e sorprese.

Grazie Matteo per averci raccontato la tua esperienza, in bocca al lupo!

Grazie a voi, soprattutto per aver creduto in me ed in noi fin da quando la cosa non era esattamente una garanzia. Saluto tutti e vado a farmi una bella suonata.

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Matteo sta utilizzando la Cort Link NT, ecco le sue impressioni al riguardo

"Quando Andrea mi ha parlato della nuova serie sono andato a vedere specifiche e video dimostrativi, che mi hanno positivamente impressionato. Ho anche chiamato Michele Quaini che mi ha gentilmente confermato che la NT era una bomba.

Il pomeriggio seguente avevo la chitarra per le mani ed un concerto dei Destrage la sera stessa. Per pura sbruffoneria ho buttato la nuova Link sul furgone, per farla vedere agli altri, senza serie intenzioni di suonarla quella sera stessa visto che non mi piace aggiungere elementi di rischio al live usando strumenti a cui non ho avuto tempo di abituarmi.

Durante il soundcheck ho avuto problemi con la chitarra principale, quindi senza neanche pensarci ho preso la Link e via. Sono rimasto davvero sorpreso (non l’avevo davvero MAI usata prima) dalla prontezza con cui risponde, dal sustain consistente, dalla tenacia dei materiali e dall’intonazione precisa (non ho neanche avuto tempo di fare un set-up di protocollo). Decisamente una gran ascia."

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